Senza tregua di Andrea Iannuzzi laRepubblicaUn lampo di tregua, più che una tregua lampo. È durata lo spazio di un mattino l’illusione del mondo per il cessate il fuoco in Medio Oriente, concordato nella notte con la mediazione del Pakistan. Giusto il tempo necessario a Israele per scatenare un nuovo massiccio attacco sul fronte del Libano, con bombardamenti e decine di vittime a Beirut. L’accordo fra Trump e il regime dei pasdaran, giunto a poche ore dalla scadenza dell’ultimatum, ha scongiurato per il momento la distruzione di un’intera civiltà, ha fatto rifiatare le Borse e soprattutto ha acceso la speranza di un vero negoziato che potesse portare alla soluzione della crisi. Dopo lo scampato pericolo, Teheran aveva concesso il passaggio delle prime navi nello stretto di Hormuz, il petrolio era sceso sotto la soglia dei 100 dollari al barile, già si facevano i conti sul prezzo della benzina. Ma lo scenario non ha retto alla provocazione di Netanyahu, facendo ripiombare la regione nell’incubo della guerra. Come se non bastasse, un convoglio di militari italiani del contingente Unifil in Libano è stato bersagliato dai colpi dell’Idf mentre si apprestava a rientrare dalla missione Onu: spari definiti di avvertimento, che hanno però provocato la reazione del nostro governo, con l’ambasciatore convocato dalla Farnesina. Ora è difficile prevedere cosa potrà accadere nelle prossime ore mentre Islamabad, la capitale pakistana, si appresta a ospitare i colloqui di un negoziato forse destinato a fallire prima ancora di cominciare. Israele ritiene che il Libano non faccia parte dell’accordo e non ha intenzione di fermare la propria offensiva contro Hezbollah. L’Iran di conseguenza annuncia che Hormuz sarà di nuovo chiuso. L’America, dopo i proclami di vittoria affidati al ministro della guerra Hegseth, deve fare i conti con una situazione sul terreno pressoché invariata. La Cina, spettatrice interessata e partner del Pakistan nelle trattative, attende gli sviluppi della crisi per passare all’incasso. L’Europa, alleato problematico di Washington nel blocco Nato, si erge a baluardo del diritto internazionale ma senza toccare palla. E poi c’è lui, Donald Trump, incognita di un sistema già in equilibrio precario, minaccioso quando parla e pericoloso quando tace. Fossimo negli astronauti di Artemis, ci faremmo un altro giretto intorno alla Luna: su questo pianeta non c’è fretta di tornare. |
| Le incognite della tregua. Gli attacchi sul Golfo proseguono di Gianluca Di Feo La tregua è piena di incognite, perché la guerra ha spezzato tutti gli equilibri nella regione. La prima minaccia è ovviamente la situazione nel Libano, dove Israele vuole portare avanti le operazioni contro Hezbollah nonostante la milizia filoiraniana abbia dichiarato questa mattina di aderire alla sospensione delle ostilità. |
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