Il suo violino in soffitta

La bocca non è mai completa, è affamata
se c’è qualcosa da dire, da dare come dico,
come ho sussurrato o da mordere
durante il dolore; poi viene la tenerezza,
una pianura aperta, un fiume che ricorda
i tempi dell’agricoltura. Mollette da bucato, il sole.
E quando il mondo trascina giù ci si ricorda
che abbiamo avuto tanto; c’era mio padre
nelle corse selvatiche, un uomo silenzioso,
parlava solo con gli occhi, diceva tanto,
una casa aperta, il braccio allo straniero.
Il suo violino in soffitta.


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2 pensieri su “Il suo violino in soffitta

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